Bagliori liberali
Il vertice di ieri tra Pdl e Lega ha sortito una buona notizia: il cosiddetto contributo di solidarietà da imporre sui redditi superiori ai 90 mila euro sarà sostituito “con nuove misure fiscali finalizzate a eliminare l’abuso di intestazioni e interposizioni patrimoniali elusive nonché riduzione delle misure di vantaggio fiscale alle società cooperative”, recita il comunicato finale. Inoltre si preannuncia un intervento sulle pensioni. Quindi non ci sarà un incremento dell’Iva né forme ordinarie di tassazioni patrimoniali, contrariamente alle indiscrezioni della vigilia. Leggi Alfano e Maroni più forti dopo sette ore di fatica per sgonfiare Tremonti
23 AGO 20

Il vertice di ieri tra Pdl e Lega ha sortito una buona notizia: il cosiddetto contributo di solidarietà da imporre sui redditi superiori ai 90 mila euro sarà sostituito “con nuove misure fiscali finalizzate a eliminare l’abuso di intestazioni e interposizioni patrimoniali elusive nonché riduzione delle misure di vantaggio fiscale alle società cooperative”, recita il comunicato finale. Inoltre si preannuncia un intervento sulle pensioni. Quindi non ci sarà un incremento dell’Iva né forme ordinarie di tassazioni patrimoniali, contrariamente alle indiscrezioni della vigilia.
Detto questo, se proprio anche in futuro si dovranno reperire risorse dal lato delle entrate, magari nell’ambito di una riforma complessiva del sistema tributario, l’eventualità di elevare di un punto percentuale l’aliquota del 20 per cento dell’Iva non deve essere accantonata né paventata.
Non è vero che questo aumento avrebbe un effetto depressivo sulla domanda globale. Infatti mentre l’Iva tassa la domanda di consumi, esenta però le esportazioni e colpisce non solo i beni prodotti nel paese, ma anche quelli importati. Poiché la somma dell’import e dell’export costituisce circa il 40 per cento del pil, soltanto il 60 per cento dell’aumento si scarica sulla domanda di consumi domestica, mentre per il restante 40 per cento accresce la competitività dell’offerta nazionale su quella estera, contribuendo al miglioramento della bilancia dei pagamenti. Effetti depressivi sulla crescita ci sarebbero di sicuro stati se si fosse inciso sui patrimoni e/o sui redditi destinati all’investimento.
Quanto al rischio di inflazione con un incremento eventuale dell’Iva, esso è limitato. Si spera, eventualmente, che una quota del nuovo gettito dell’Iva sia utilizzata per finanziare la riforma di tutto il sistema tributario, com’è stato annunciato ripetutamente dall’esecutivo.
Quanto al rischio di inflazione con un incremento eventuale dell’Iva, esso è limitato. Si spera, eventualmente, che una quota del nuovo gettito dell’Iva sia utilizzata per finanziare la riforma di tutto il sistema tributario, com’è stato annunciato ripetutamente dall’esecutivo.
A ciò si aggiunge il fatto che il riequilibrio deciso ieri potrebbe rafforzare i valori patrimoniali delle banche e delle società quotate, e ha quindi un effetto positivo sulla ricchezza nazionale, al contrario delle tassazioni patrimoniali e sovra reddituali che opportunamente il governo intende escludere.